Dopo sette anni ed un nulla di fatto, si ricomincia da capo, bisogna riprogettare il “piano termovalorizzatori” e gestione dei rifiuti in Sicilia. Il vecchio piano, datato 2002, prevedeva la costruzione di quattro termovalorizzatori nelle città di Palermo (nella zona di Bellolampo), a Catania (presso Paternò), ad Agrigento (presso Casteltermini) e a Siracusa (presso Augusta). ![]()
La gara di appalto venne vinta da due aziende, la Actelios (del gruppo Falck) per Palermo, Agrigento e Siracusa; mentre per Catania la gara venne vinta dalla Waste Italia, si tratta di grosse aziende specialiste nel settore. Dopo aver ricevuto le licenze, preparato i progetti e scavato i primi sbancamenti relativi ai lavori di costruzione la commissione europea, tramite sentenza, ha reso nulli gli appalti. Questa situazione ha creato svariati problemi tra la Regione e le due aziende che hanno cominciato a chiedere rimborsi per una somma complessiva vicina a 220 milioni di euro.
La successiva gara proposta dalla Regione è andata deserta perché, le aziende vincitrici avrebbero dovuto pagare, alle precedenti vincitrici, la somma richiesta. Inoltre erano state effettuate nuove modifiche al piano, invece dei quattro grossi inceneritori si pensava di costruirne nove, di dimensioni più contenute, uno per ogni provincia. Adesso si torna indietro, la Regione e le due aziende sono tornate a dialogare, nell’interesse comune hanno preferito seppellire l’ascia di guerra e trovare un compromesso. Adesso, però, il piano del 2002 sembra essere troppo obsoleto, quindi il presidente Lombardo ha dato il via ad una commissione di esperti e tecnici, che in 45 giorni dovrà rivalutare il piano e proporre delle modifiche e nei 15 giorni successi la giunta dovrà approvare le modifiche. Bisognerà quindi attendere la fine dell’anno per capire se gli inceneritori saranno i quattro previsti inizialmente oppure i nove proposti in seguito.
In ogni caso il tempo stringe, i tecnici hanno valutato che l’attuale capacità delle discariche siciliane potrà servire fino alla metà del 2011, tramite delle proposte di ampliamento si potrebbe arrivare sino al 2014, ma entro quella data devono essere pronti i termovalorizzatori, altrimenti sarà il collasso. La raccolta differenziata può aiutare a diluire i tempi, ma non è una soluzione a breve termine, potrà esserlo a lungo termine, soprattutto perché passare dalla risibile quantità attuale alla proposta “Zero Waste” (zero immondizia, in pratica il riciclaggio totale), è impossibile in così pochi anni. Potrà essere una soluzione a lunghissimo termine, considerato che la California (una delle aree al mondo con più alta percentuale di riciclaggio) spera di arrivare allo “Zero Waste” per il 2020. E non si tratta soltanto di un aumento delle materie riciclate, bensì un intero cambio di vita per le persone, che dovrebbero anche imparare a cambiare i propri consumi e i propri acquisti, a comprare e cucinare solo il necessario, a riutilizzare e riparare gli oggetti invece di sostituirli.
I termovalorizzatori vengono visti spesso come mostri distruttori dell’ambiente, ma sono molto diffusi nelle nazioni che curano particolarmente l’ambiente. Per darvi un po’ di cifre in Svezia circa il 45% del rifiuto viene incenerito, in Svizzera quasi il 100%, in Danimarca circa il 50%, in Germania circa il 20% ne fanno largo uso; in Olanda circa il 33% del totale. Sulla loro pericolosità la comunità scientifica è profondamente divisa, ma le strutture nuove a norma con le leggi europee vigenti vengono considerati molto sicure. La raccolta in discarica è una tecnica ampiamente più inquinante, quello che viene gettato filtra nel terreno e inquina tutte le falde acquifere che incontra facendolo poi disperdere nel terreno.
57 risposte a Termovalorizzatori, si ricomincia da capo
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Sono un chimico e mi sono occupato di inceneritori.
Alcune cose vanno puntualizzate:
a) non esistono tecnologie di trattamento rifiuti “pulite”
b) gli inceneritori di rifiuti trasformano questi in frazioni gassose e solidi (scorie)
c) non è affatto vero che con l’incenerimento si risolve il problema e si eliminano le discariche: le scorie sono altamente tossiche e vanno smaltite in discariche speciali
d) le frazioni volatili (che oltretutto contengono gas serra) sono quasi sempre accompagnate dalla presenza di diossina, specialmente se non si provvede ad allontanare i composti clorurati dai rifiuti
L’unica vera alternativa è PRODURRE MENO rifiuti, RICICLARE quando possibile e incenerire soltanto quei rifiuti speciali (ad es. reflui ospedalieri) difficilmente trattabili.
O altrimenti mettiamo nel conto che saremo esposti certamente ad una maggiore incidenza di gravi malattie… e amen!
Ma qualcuno ha letto quello che ho scritto sul THOR???
matteo88, l’ho letto io: ho appena visto il video e mi appresto a leggere anche l’articolo, ma sono curioso di capire in che modo le ceneri di TUTTI I TIPI DI RIFIUTI una volta bruciate non rilascino diossina o metalli. A tal proposito, avete mai sentito parlare dell’etanolo di canapa? Ma qui andiamo off topic..
ok, ho letto anche l’articolo: tutto chiaro, meno una cosa (la più importante, credo), ossia: durante la meccano-raffinazione vengono separate le componenti inquinanti dei materiali di scarto (i rifiuti) da quelle non inquinanti e dunque utilizzabili ai fini della creazione di questa polvere combustibile, giusto? Bene: e queste sostanze inquinanti che fine fanno? Dove vanno a finire? Scompaiono? Mi pare difficile, non credete?
beh ovviamente io non sono un tecnico, per cui non so dirti molto. ma tempo fa mi ero informato molto sull’argomento e quello che avevo capito era questo: dato che nulla viene bruciato, non c’è alcuna emissione di sostanze inquinanti (viene rilasciato solo vapore acqueo). Però come hai detto tu queste sostanze esistono all’interno dei materiali e da qualche parte devono pur finire.
A tal proposito ti invito a leggere il post del 22-gen-2008 ore 12.57 di questa pagina.
http://www.meetup.com/Il-Grillo-di-Palermo/boards/thread/4079223/10/
Come vedrai l’argomento era stato trattato dal meetup di palermo. Purtroppo sono tantissime pagine e quindi non riesco a leggerlo tutto adesso, ma lo farò in questi giorni.
In ogni caso, considerando che è un macchinario sperimentale il Comune potrebbe chiedere di provarlo e magari la regione farci qualche studio sopra….insomma penso sia una cosa abbastanza interessante.
PS: Paolo Plescia (menzionato nel link) è l’inventore del THOR, e nella pagina precedente a quella del link che ti ho dato, sta scritto in rosso il suo recapito telefonico e la sua mail.
leggete che belle cose di civiltà accadono nelle altre città http://it.notizie.yahoo.com/10/20091127/tod-cinema-a-bologna-si-paga-con-rifiuti-5946e98.html
Siamo sicuri che il mastodontico impianto previsto a Bellolampo sia veramente un termovalorizzatore e non un semplice inceneritore? Non vorrei che diventassimo – come Sicilia – bruciatori di spazzatura altrui ripetendo dopo decenni e sotto forme diverse l’errore fatto a Gela con la costruzione del petrolchimico.
Trovo assai interessante e, secondo me, da incoraggiare il “progettoThor” (post #45) che risale ad almeno un paio d’anni fa, ma che – quasi ovviamente nelle italiche plaghe! – non ha ancora avuto la notorietà che pure meriterebbe.