Dalla primavera di quest’anno l’aeroporto di Trapani Birgi è base Ryanair, la compagnia low cost coi prezzi più concorrenziali in Europa. La compagnia irlandese ha investito fortemente sullo scalo, e già da marzo dell’anno prossimo saranno attivate altre 13 rotte, per un totale complessivo di 36 destinazioni disponibili e 12 paesi coperti. Ecco qui la mappa

Tutto ciò ha avuto ovviamente ripercussioni estremamente positive sul traffico passeggeri di Trapani, che già ai primi di dicembre ha superato abbondantemente il milione di passeggeri, e che chiuderà l’anno con un incremento sostanziale del 95-96% più o meno rispetto all’anno precedente. Le nuove rotte a partire dalla primavera prossima porteranno un ulteriore raddoppio dei passeggeri, se ne attendono infatti circa 2 milioni nel 2010. Questo ha portato l’Airgest, società di gestione dello scalo aeroportuale, a investire sul restyling dell’aerostazione, che adesso presenta un look essenziale ma adeguato alle esigenze dei viaggiatori Ryanair, sebbene attualmente permangano alcune carenze nei servizi aeroportuali (parcheggi e ristorazione in primis).

Da qui mi sorge spontanea la prima considerazione. Inizialmente, c’è stata grande delusione per il fatto che Ryanair non sia “decollata” a Punta Raisi, con un parziale senso di rassegnazione dovuto al fatto che adesso avremmo dovuto spostarci ancora più lontano per prendere i nostri voli. Tuttavia, questo non è necessariamente un fattore negativo. Ryanair sceglie aeroporti secondari, quasi dedicati, per consentire il rispetto dei tempi e garantire puntualità nei voli. Inoltre, le tasse aeroportuali dei suddetti aeroporti sono decisamente inferiori. A questo aggiungiamo gli incentivi che ricevono dagli enti locali. Tutto questo a noi ovviamente conviene. Prendendo spunto dall’articolo in merito alla provocazione da parte di Amat, è come se i cittadini, attraverso le loro tasse, contribuissero a mantenere bassi i prezzi dei voli. Se infatti da un lato si può ritenere ingiusto un finanziamento alle compagnie low cost (non voglio entrare nel merito legale della faccenda, in quanto non mi compete, spetterà alla comunità europea decidere), dall’altro c’è il fatto che pagando un minimo si può volare a bassissimo prezzo praticamente sempre. Questo porta grossi flussi turistici verso l’isola e, di conseguenza, verso Palermo e tutta la Sicilia occidentale soprattutto, data l’ubicazione di Birgi. I flussi turistici aumentano i flussi economici, e, di conseguenza, mettono in moto l’economia siciliana.
La seconda considerazione riguarda i collegamenti. La maggior parte dei passeggeri dello scalo trapanese proviene dalla provincia di Palermo; emerge quindi la necessità di rafforzare i collegamenti da/verso il capoluogo siciliano. L’idea sicuramente più efficace è quella di potenziare la linea ferroviaria Palermo-Trapani. L’attuale ferrovia infatti mette già in collegamento Palermo-Punta Raisi con possibilità di interscambio alla stazione Piraineto, in direzione Trapani. Secondo i piani di sviluppo aeroportuale di Gesap, in futuro è prevista la costruzione di una seconda fermata Aeroporto Punta Raisi, nei pressi della linea Palermo-Trapani, tale da consentire un diretto collegamento con Birgi attraverso la stazione di interscambio Trapani Centrale. La linea ferroviaria è tangente all’aeroporto di Birgi (a soli 2 km), quindi c’è la possibilità concreta di creare una stazione ferroviaria che, tramite una bretella di collegamento, unisca Birgi a Punta Raisi e Palermo.

Mi sembra inutile a questo punto sottolineare l’enorme importanza che rivestirebbe un collegamento del genere, che offre l’opportunità di sfruttare la già attuale linea esistente per creare collegamenti redditizi ed estremamente utili, sia per i turisti, che per i pendolari che quotidianamente hanno la necessità di spostarsi per lavoro.

Consolidare questa sinergia tra i due aeroporti è essenziale per lo sviluppo del settore turistico, che dev’essere accompagnato di pari passo da un costante impegno da parte delle amministrazioni a offrire servizi migliori per i turisti che vengono a visitarci. Di certo, quella di Trapani è una concorrenza “positiva” se affrontata in maniera corretta. Intanto Gesap risponde con l’attivazione di nuove tratte da parte di Easyjet, Windjet ed AirBerlin, che già dalla prossima estate porteranno rotte verso Germania, Svizzera e Francia.
71 risposte a Considerazioni su Birgi e Punta Raisi
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Secondo me Fontana Rossa non porta niente di buono a Palermo. Secondo me la Sicilia è solo nominativamente un’unica Regione, perchè nei fatti ci sono due regioni (occidentale ed orientale) ognuna indipendente dall’altra e con proprie strutture(Università, aeroporti, porti, etc). In Italia non c’è nessun’altra regione che ha due grandi città all’interno, per cui entrambe rivaleggiano!
@monte_Pellegrino:
L’articolo 8, paragrafo 1, lettera b della Regolamento (CE) n. 261/2004 dell’11 febbraio 2004, ed il relativo Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 69, rendono incredibilmente rischiosa per un vettore a basso costo la decisione di operare in uno scalo servito da vettori non a basso costo presso le stesse destinazioni.
Il vettore a basso costo non vuole vettori tradizionali nello stesso aeroporto (al limite non vorrebbe nemmeno altri vettori a basso costo, ma quello è un altro discorso), soprattutto se con questi si possono raggiungere le stesse destinazioni, anche con scali intermedi.
Non mi meraviglierei se ad un certo punto Ryanair abbia provato a parlare con la Gesap, voi buttate fuori Alitalia, Lufthansa e compagnia e noi vi apriamo la base a Punta Raisi, e se è successo la risposta credo sia lampante.
IMVHO, in questo caso non credo la Gesap abbia fatto male, e dal suo punto di vista (cioè per il beneficio dei suoi investitori), Ryanair ha fatto benissimo a spostarsi a Trapani.
Un aeroporto solo per low-cost a Termini Imerese (o comunque tra Palermo e Cefalù) potrebbe portare Ryanair e/o altri vettori low cost in provincia di Palermo, e dato che attualmente Punta Raisi fa soltanto 4.5 milioni di pax, c’è chiaramente capacità nel bacino.
Tra l’altro, se uno gira per l’Europa con Ryanair, gli aeroporti preferiti da questo vettore sono spesso poco più di capannoni per riparare i passeggeri dalle intemperie, già Birgi com’è ora è extralusso, ed infatti quando leggo di politici Trapanesi o addirittura il direttore generale di Airgest (http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1107764&pagina_chiamante=index.php) chiedere l’aumento delle tariffe aeroportuali, mi domando se si rendano conto dell’assurdità della cosa.
Un aeroporto Ryanair-style costerebbe probabilmente meno dei 150 milioni di Euro di cui si parla per Licata.
@Calò:
scusami, ma i 30 milioni di contributi pubblici previsti a Licata ti fanno spaventare, ed i 204 milioni (aggiunti alle vagonate precedenti) previsti per Punta Raisi non ti fanno inorridire?
)
@monte_Pellegrino:
Le ultime 2 città in cui ho vissuto avevano 16 e 9 milioni di abitanti, come cioè 3 o 2 Sicilie. Comprendo il tuo punto di vista, ma credimi, dal mio Palermo o Catania non sono grandi città, sono quartieri.
Ad ogni modo, una certa rivalità delle città Siciliane non è una cosa sbagliata a priori, anzi. Un’esagerazione di questa rivalità, come quella che mi pare di leggere nei tuoi interventi, invece è probabilmente deleteria.
Credimi, la vita mia ha insegnato che è molto ma molto più intelligente e proficuo gioire quando i tuoi vicini di casa diventano ricchi, perché ci sono a quel punto buone possibilità che lo diventi anch’io, che prendermela a male o peggio provare a mettergli i bastoni tra le ruote.
Una Catania più ricca, un Fontanarossa gestito meglio, portano ricchezza a tutta la Sicilia. Idem una Palermo più ricca, ed un Punta Raisi gestito meglio. E puoi andare avanti città per città, aeroporto per aeroporto.
L’unico discorso che ha senso fare è quello della coperta corta, dato che le risorse per fare tutto non ci sono (ed il perchè non ci sono, è un altro discorso), bisogna cercare di investire al meglio quello che c’è.
204 milioni a Punta Raisi o 30 milioni a Licata (ipotizzando che non si castrino agli ATR42)? Qual’è l’investimento più proficuo?
Se vogliamo rimanere in provincia, 204 milioni a Punta Raisi o parte di questi a Termini Imerese per un aeroporto low cost, qual’è l’investimento più promettente?
Scusa, ma fai domande che mi sembrano ridicole. Tra 30 milioni di euro spesi per un aeroporto con la pista di 1500 metri e che sarà un deserto, come quelli di Aosta, Siena etc… e 204 milioni di euro spesi per un aeroporto che comunque fa quasi 4 milioni e mezzo di passeggeri ogni anno e ha grandi margini di miglioramento(Gesap permettendo) mi sembra ovvio e scontato che il secondo investimento è più proficuo. Poi ripeto per un aeroporto a Termini Imerese è troppo tardi, sia per una questione di spazio, sia per una questione di priorità.
@Calò:
Su Licata, ho puntualizzato più volte che il discorso regge se non si autocastrano su una pista di 1500m. IMVHO se il progetto rimane quello, un investitore privato non lo trovano, per cui l’aeroporto non lo fanno.
Punta Raisi ha margini di miglioramento solo su vettori tradizionali. Rimane quindi completamente scoperto il segmento low cost. A quel punto, un aeroporto in un punto qualsiasi tra Palermo e Cefalù, un terminale spartano come quelli che piacciono a Ryanair, che si potrebbe realizzare con un’investimento certamente inferiore a 204 milioni di Euro, è un investimento migliore, perché fatto su un segmento che non esiste.
Se chiedi a 10 Palermitani qualsiasi se volessero un aeroporto low cost in Provincia di Palermo oppure se volessero maggiori investimenti su Punta Raisi, che le low cost non le può attrarre, secondo te quanti ti risponderebbero cosa?
Cito Termini perché con la chiusura dello stabilimento Fiat nel 2011 si potrebbero liberare spazi sufficienti per riqualificare l’area costruendo un nuovo aeroporto, ma se fosse del tutto impossibile o troppo costoso (credo che la pista potrebbe essere costruita solo a mare, parallela al molo), immagino ci sarà qualche sito utile da qualche parte tra Palermo e Cefalù.
Ma non è vero che Punta Raisi non può attrarre compagnie Low cost. Easy Jet, Ryanair e Wind Jet hanno operato e ancora oggi operano a Punta Raisi e sono compagnie low cost. E le stesse Air one, Alitalia, Meridiana e blu express fanno prezzi ragionevoli. E’ tutta una questione amministrativa il problema di Punta Raisi.
A Termini Imerese e nella piana di Buonfornello c’è lo stablimento Fiat, la vari fabbriche dell’indtto, le altre fabbriche che non c’entrano nulla con la Fiat, la centrale Termoelettrica, le due autostrade, la ferrovia, villette, stabilimenti balneari, reperti archeologici ed è previsto la costruzione dell’interporto senza parlare dei vari fattori naturali: fiumi, colline, la costa(facciamo la pista in mare?). Il costo per spostare tutto questo o per sbancare una collina sarebbe spropositato. Ripeto ci dovevamo pensare prima.
@Calò:
Qual’è il problema di fare la pista a mare? Sinceramente non lo so, magari sarebbe troppo costoso, dipende dai fondali e dalle correnti, ma non credo sia un’ipotesi da scartare a priori.
Se poi non si può fare, non si può fare, ma da Palermo a Cefalù non c’è nessuna altra zona utilizzabile? Mi sembra incredibile.
Le compagnie low cost non hanno nessun interesse ad operare in aeroporti dove sono presenti vettori tradizionali. Al massimo si accollano i rischi di terminali low cost in aeroporti con altri terminali per vettori tradizionali (vedi MP2 a Marsiglia o Terminal 2 a Malpensa), ma non è la loro condizione ideale, la loro condizione ideale è l’aeroporto soltanto per low cost con aerostazione spartana.
Un’ottimo esempio di aerostazione come lo vogliono le low cost, è l’MP2 a Marsiglia, che è costato 6 milioni di Euro.
Per cui per Termini Imerese, o chi per lei, un terminal di al massimo 10 milioni di Euro basta e avanza. Quanto può costare il resto dell’aeroporto? Stesso discorso per Licata.
Che in passato Ryanair o Easyjet abbiano operato su Punta Raisi, è vero, e probabilmente continuaranno ad opericchiare, ma non ci metteranno una base. Per una base, ci vuole un terminal low cost o meglio un aeroporto low cost.
Airone e Alitalia non credo siano da prendere come esempi, Meridiana Eurofly probabilmente nemmeno, Windjet sì, ma IMVHO sbaglia ad operare da aeroporti dove operano vettori tradizionali.
Aledeniz, non siamo ad Hong Kong. Qua ci sono dei vincoli ambientali da rispettare. Figurati se ti fanno costruire la pista di un aeroporto in mezzo al golfo di Termini Imerese. Peraltro una zona già massacrata dall’attività industriale.
Poi sul fatto che non ci sono spazi in zona, basta vedere google maps o google earth per capirlo. Dovresti abbattere tutti quei villaggi turistici andando ad intaccare noteolemente gli equilibri dell’economia di quella zona.
A Punta Raisi c’è sempre la vecchia aerostazione che si può ristrutturare e dare alle compagnie low cost. Non vedo perchè dobbiamo consumare altri soldi e altro spazio.
@Calò:
Comprendo che Palermo non sia Hong Kong, ma non credo ci sia tutto questo gran vincolo ambientale su una zona già massacrata dall’attività industriale.
La vecchia aerostazione di Punta Raisi non è un’ipotesi sbagliata, ma le low cost preferirebbero certamente un aeroporto vicino a zone turistiche non servite da altri aeroporti come quello di Termini Imerese.
Con tutta la buona volontà, non ci credo che non si possa mettere su un aeroporto per le low cost a Termini Imerese con una parte dei 204 milioni di Euro che si vogliono buttare su Punta Raisi.
Rendiamoci conto, un terminal per low cost dovrebbe costare al massimo 10 milioni di Euro, a Trapani ne hanno spesi 20 milioni per riqualificare ed espandere l’esistente (IMVHO caro, ma con un ritorno sull’investimento che su Punta Raisi non arriverebbe mai), anche aggiungendo le altre spese (torre, pista, varie), investire altri 204 milioni su Punta Raisi sono un’assurdità.
La zona di Termini Imerese, Campofelice di Roccella e Cefalu’ è già servita dallo stesso Punta Raisi. E lo sarà ancora di più quando verrà terminato il passante ferroviario. Poi ti ripeto che con una buona gestione anche a Punta Raisi ritornerà l’investimento. Anche se capisco che 204 milioni di euro sono tanti(siuramente avrà influito il prolungamento della seconda pista che a mio avviso è inutile).
C’era una volta un progetto per la costruzione presso Termini di un aeroporto, lo voleva Dell’Utri, forse sarebbe stata la cosa più sensata, ora credo che sia impossibile perchè mancano materialmenti gli spazi per la costruzione di una pista (almeno) adeguata…almenocchè non si pensi di buttare giù l’intera zona industriale compreso qualche residence
Ho visto un articolo allarmante per punta Raisi su Osservatorio Sicilia al seg. indirizzo: http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/03/08/aeroporti-palermo-si-salva-solo-grazie-ai-voli-low-cost/
Non so se ci siano problemi di diritti a metterlo qui, per cui provo a fare il riassunto. In tale articolo si afferma che dopo l’acquisto di Alitalia da parte di CAI (ora l’Alitalia non è più una compagnia pubblica, ma è privata n.d.r.), essa ha abbandonato Palermo e quindi c’è stato un drammatico calo di passeggeri a Punta Raisi solo parzialmente compensato dai voli con le compagnie low coast. di queste, la Rynair, pur avendo come base Birgi, ha mantenuto i suoi voli da Punta Raisi e ha incrementato i passeggeri. Ma la cosa più grave è che sono calati di molto i voli internazionali. E sono proprio questi ultimi che portano turisti e quindi ricchezza , purtroppo! Nel sito ci sono anche i numeri del calo.
Che l’Alitalia abbia abbandonato Punta Raisi è una fesseria. E il calo del traffico internazionale non è certamente dovuto ad Alitalia.
Calò, hai letto l’articolo? Lì ci sono i dati e i numeri sono numeri!
Viene riportato su Osservatorio Sicilia http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/03/08/aeroporti-palermo-si-salva-solo-grazie-ai-voli-low-cost/
” A incidere però, più delle positive prestazioni delle low cost, è stata la fuga di Alitalia e della consorella, Airone – entrambe di proprietà della Cai – dalle piste di Palermo. Le due compagnie fanno registrare una flessione di 320 mila passeggeri e una riduzione di tremila voli in un solo anno!”
Una cosa è diminuire le frequenze dei voli, un’altra cosa è abbandonare uno scalo. Se guardi le destinazioni nazionali sul sito della Gesap Alitalia continua ad operare su diverse rotte parecchie volte al giorno. In più gli slot lasciati da Alitalia sono stati ottenuti dal altre compagnie. Tant è che nel nazionale(Alitalia che io ricordi non opera nell’internazionale da punta raisi) Punta Raisi nel 2009 è cresciuto.
Berlino: voli diretti da Palermo o Trapani?
Qualcuno sa se c’è qualche compagnia aerea che da Palermo o Trapani fa volo DIRETTO con Berlino? Io non sono riuscito a trovarne!
No, forse c’è qualche charter da Punta Raisi oppure prova da Fontanarossa.
Da Fontana Rossa è troppo lontano!
E comunque mi pare molto strano che da Palermo e trapani si vada nelle principali città della Germania e non nella capitale Berlino!
Ci sono charter per Berlino, Hannover, Amburgo e Dresda se non ricordo male oltre a voli di linea di Air Berlin per Stoccarda, Monaco e Colonia. Mentre da Trapani di dovrebbe essere Francoforte e qualche altra città.