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Nei giorni scorsi, dopo una massiccia campagna pubblicitaria, l’Amia ha avviato, in alcune aree della città, un servizio di raccolta differenziata porta a porta (o quasi) che coinvolge circa 50.000 famiglie e 4.000 attività commerciali (ne abbiamo parlato qui e qui). Un’iniziativa molto lodevole e che se fosse estesa all’intero territorio cittadino consentirebbe di avere una metropoli più efficiente, almeno dal punto di vista della gestione dei rifiuti. Un sogno a occhi aperti che spesso, purtroppo, si infrange contro la realtà dei fatti, ben lontana dall’essere quella magnifica Utopia in cui tutti noi cittadini agogniamo di vivere.

In questi giorni, girando per la periferia della città (evidentemente tutte zone in cui la differenziata porta a porta non è in sperimentazione) non ho potuto fare a meno di notare interi quartieri sommersi da cumuli di rifiuti, come non se ne vedevano da alcune settimane. I problemi sono due e sono noti, non servono certo queste mie poche righe per sottolineare quanto la cattiva gestione sia dell’Azienda municipalizzata per l’Igiene Ambientale che della discarica di Bellolampo abbiano portato a una situazione insostenibile; e non serve neppure rivangare tutte le occasioni perse per potere ristrutturare l’azienda che – in teoria – si dovrebbe occuparsi della pulizia della nostra città.

Ma non si tratta soltanto di pulizia, si tratta, piuttosto, di igiene ambientale, come recita, per l’appunto, il nome della società. Quello di igiene ambientale è un concetto molto più ampio rispetto alla semplice pulizia. Infatti, esso implica la salvaguardia della salute dei cittadini attraverso l’espletamento di tutte le attività necessarie a rendere una città sicura dal punto di vista ambientale. Di certo lo stato attuale delle cose e l’incuria di molta parte della cittadinanza non contribuiscono alla creazione di un ambiente consono alla salute. I cumuli di spazzatura si innalzano verso il cielo facendo a gara con i monti che circondano la fu Conca d’Oro, topi di dimensioni ragguardevoli bivaccano nelle loro tane in mezzo ai sacchetti, sicuri della loro razione di cibo quotidiana. Per non parlare poi dei pericoli ambientali che corrono coloro che vivono nei presso della discarica di Bellolampo.

Tutto questo per sottolineare un’enorme contraddizione in seno alla gestione del problema rifiuti (pulizia) a Palermo. Un problema annoso e che, in realtà, riguarda l’intera regione e non solo il capoluogo. Com’è possibile che un’azienda che rischia costantemente il fallimento e che sarebbe fallita se non ci fosse stato l’intervento del Comune; che non è in grado di provvedere alla raccolta ordinaria dei rifiuti; che non interviene con sufficiente efficacia nella pulizia di strade e marciapiedi (e qui ritorna anche la questione della ineducazione di molti di noi); insomma, che un’azienda la quale non è stata storicamente in grado di fare bene il proprio lavoro giornaliero decida di mettere in piedi una forte azione straordinaria di raccolta di rifiuti differenziati porta a porta, quando sa benissimo di non possedere i mezzi e gli uomini adeguati alle esigenze? abbiamo un’idea dei costi di questa operazione? l’azienda è davvero in grado di far fronte al fabbisogno dettato da questa iniziativa, oppure andrà come sempre in rosso rischiando ancora una volta di più il fallimento?

Non so voi, ma io un paio di domande me le sto ponendo, soprattutto quando esco da casa e mi ritrovo davanti la copia esatta di monte Cuccio, ma composta interamente da sacchetti di immondizia.

Io sono il primo a essere favorevole alla raccolta differenziata, credo che sia un grande segno di civiltà. La pratico personalmente da cinque anni o più e sono sempre stato disposto a percorrere chilometri per trovare una campana sana nella mia zona. Ma mi chiedo qual sia il costo di questa iniziativa oggi e, soprattutto, se l’AMIA o chi per lei, sia in possesso della strumentazione tecnica per lo smaltimento dei rifiuti raccolti in questo modo, giacché il resto della città è sommersa nuovamente di spazzatura.

Stiamo forse aspettando un ulteriore intervento della Protezione Civile o dell’Esercito? Deve diventare davvero questa la norma?

Scritto da Marcello Marinisi marcello@marcellomarinisi.com - Web

25 risposte a Languire tra cumuli di “munnizza”

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  • mediomen Identicon Icon mediomen scrive:

    E’ semplice, faranno un compromesso :(

  • Andrea Identicon Icon Andrea scrive:

    purtroppo e dico PURTROPPO qualche impianto c’è! è il caso della fattoria di smaltimento di carta e cartone in zona Partanna; l’avevano fatta vedere a Report l’anno scorso se non erro. bene, l’impianto è chiuso seppur nuovo di zecca, e totalmente inutilizzato. non serve a niente ricapitalizzare l’AMIA, bisogna mettere gente seria e con le palle e possibilmente non di Palermo. suggerisco inoltre che si affronti seriamente un dibattito sulla scelta di un nuovo sito per la raccolta dei rifiuti, magari più ampio di Bellolampo, di modo tale da chiudere e bonificare l’attuale discarica

  • Su youtube c’è un video girato da acuni studenti FRANCESI che sono saliti a bellolampo. In questo video si vede nettamente come gli autocompattatori ,che dovrebbero fermarsi in una zona antistante la discarica, non lo fanno. Praticamente prima dell’ingresso della discarica c’è una zona dov questi autocompattatori dovrebbero versare tutti i rifiuti raccolti per far si che in qusta zona venga separato il materiale solido da quello liquido………..questo STEP viene totalmente saltato e gli autocompattatori vrsano tutto direttamente in discarica. Viene fatto notar anch l’immenso lago di PERCOLATO che rischia di infiltarsi nelle falde.
    Inoltre viene anche detto che gli autocompattatori NON dovrebbero, per motivi di igiene, neanche avvicinarsi alle montagne di rifiuti di bellolampo ma appunto fermarsi in quella zona di smistamento solido-liquido perchè le ruote degli autocompattatori poi porterebbero sporcizia e anche possibilmente qualche malattia camminando poi per le strade della nostra cara Palermo.

    Tirando le somme……noi ci sbattiamo tanto per la raccolta….ma poi se viene RIMESSO tutto assieme…..a che cosa serve???

  • civispanormitanus Identicon Icon civispanormitanus scrive:

    a volte mi viene da pensare che quà ci vorrebbe una dittatura..

  • dennypalermo Identicon Icon dennypalermo scrive:

    Ma io volevo capire una cosa se non ho visto male i cassonetti di questa raccolta “porta a porta” sono molto piu piccoli di quelli che tutti noi conosciamo e io abitando in uno stabile con 150 famiglie per sopperire al bisogno di tutte queste famiglie metteranno una fila interminabile di cassonetti?

  • Daniele Identicon Icon Daniele scrive:

    Forse dovremmo stare loro addosso così come si sta facendo con i vigili urbani .. creare nuovamente lo scandalo .. perchè qua non si parla soltanto della raccolta rifiuti, ma, in generale, proprio di igene ambientale … io vedo sporcizia e grascia dovunque .. dove sono i lavoratori cosiddetti “socialmente utili”? .. qua bisogna alzare un polverone

  • Prometeus Identicon Icon Prometeus scrive:

    Quando il Comune non è più in grado di fornire ai cittadini i servizi pubblici essenziali, il Consiglio comunale può deliberare il DISSESTO ECONOMICO del Comune, e ne invia il documento al Ministero dell’Interno. il presidente della Repubblica, con decreto, nomina un commissario straordinario. Il Sindaco e la giunta comunale vengono revocati. Il Comune viene commissariato. La Corte dei Conti indaga su eventuali responsabilità del Sindaco e della Giunta sul dissesto e, se le riscontra, condanna questi a pagare di tasca propria.
    :P :P GLI STRUMENTI CI SONO :P :P
    Mi chiedo perchè in Consiglio comunale non abbiano ancora provveduto al riguardo. Forse perchè le poltrone di consiglieri comunali (da destra a sinistra, nessuno escluso) sono troppo comode?? Forse perchè tutti o gran parte dei nostri rappresentanti al Comune tengono più al lauto stipendio da Consigliere che alla nostra povera Città???

  • Prometeus…..saresti così folle tu politico….da darti la zappa sui piedi??
    e non guadagnare più 3000 euro al mese…per il “senso civico” ???
    naaaaaaaaaaaaa e dove siamo in Scandinavia???

  • Prometeus Identicon Icon Prometeus scrive:

    :( Se io fossi un politico non durerei una settimana :( . Mi metterebbero il tritolo sotto il cu*o, perchè rivolterei Palermo, la Sicilia, l’Italia come un calzino, per dare al Popolo quello di cui ha veramente bisogno. E allora si, che potremmo paragonarci agli Scandinavi…
    Ma purtroppo io sono solo un nessuno… I veri politici, per lo più, sono solo dei politicanti ladri e mangiafranchi… e L’Italia è diventato il Paese dei controsensi, dove si diventa deputati o senatori solo se si hanno precedenti penali e pesanti condanne sulle spalle; dove chi delinque esce di galera in una manciata di anni; dove ci sono regioni, come la Sicilia, che
    fissano concorsi per dare lvoro ad ex detenuti, tossicodipendenti o alcoolisti, mentre le nostre menti migliori (laureati e plurilaureati) migrano al nord o all’estero perchè l’Università li abbandona al loro destino.
    Per questo, forse sarebbe meglio iniziare a risolvere il problema dei RIFIUTI già da Palazzo delle Aquile, e dal Parlamento regionale… e poi pensare a quelli in giacenza per le strade…

  • Quale la soluzione??? me lo chiedo da tempo??
    l’eliminazione fisica….??? non mi pare sia lecito….

    quindi ….cosa possiamo fare noi comuni cittadini?? non votare??? si e poi …ai concorsi…cosa succede?? oppure possiamo votare la sinistra….beh….da che mondo è mondo a palermo e in sicilia hanno girato sempre gli stessi nomi…che fanno la spola da destra a sinistra….tanto per mettere il cu.o sulla poltrona….basta salire sul carro giusto…e poi ….i soldi non hanno ne odore ne colore….quindi…

    Ragazzi….ho l’impressione che non cè alcuna soluzione…perchè anche s denunciamo….non ci è data l’opportunità di replicare a certe incongruenze…..e s lo facciamo…??? parole al vento….prchè chi deve informare (in ambito nazionale) censura…..e non potremmo mai avere alcun risalto…
    Saluti

  • Antony82 Identicon Icon Antony82 scrive:

    Domani sera sarà in onda su raitre la trasmissione Report incentrata quasi per intero su Palermo. Una maxipuntata dedicata alla nostra “civilissima” città. Si tratta di un’inchiesta condotta dai giornalisti della redazione di questo programma i quali, a quanto sembra, sono stati qui alcuni mesi giusto per mettere su un reportage coi fiocchi. Non so di cosa parlerà nello specifico. Forse verrà toccato, tra gli altri, anche l’argomento rifiuti. Comunque sia, vi chiedo di far girare la voce avvisando, inoltre, di preparare dei sacchetti su cui vomitare perchè mi sa che ne vedremo delle belle. Ops! volevo dire delle brutte.

  • Daniele Identicon Icon Daniele scrive:

    Allora scoppierà il finimondo!!

  • dennypalermo Identicon Icon dennypalermo scrive:

    Come succede sempre al massimo si alzerà un gran polverone mediatico e dopo una settimana finisce tutto in un bolla di sapone…..
    Ho visto troppe volte questo film.

  • grillo79 Identicon Icon grillo79 scrive:
  • marce982 Identicon Icon marce982 scrive:

    Sono contento che le mie riflessioni abbiano portato a questi commenti.
    Domani proverò a vedere se riuscirò a seguire report.

  • Antonio Beccadelli Identicon Icon Antonio Beccadelli scrive:

    La cosiddetta “raccolta porta a porta” recentemente propagandata dall’ammininistrazione comunale si è rivelata, nei fatti, la solita operazione dilettantesca: un misto di arroganza, furbizia e inettitudine.

    Davvero si pensava di poter trasformare (magicamente?) i condominii – realtà notoriamente litigiose – in “paradisi di civismo” dove allocare i bidoni della spazzatura e dove ci si potesse fare carico, con turnazioni, della “messa su strada”, nei giorni e negli orari previsti, dei bidoni in questione? Ciò, a mio avviso, non era ipotizzabile nemmeno negli edifici con servizio di portierato, figuriamoci in quelli privi di tale servizio (che comunque, e giustamente, non è – per usare un’espressione militaresca – “h24″).

    Difficile non ritenere che con la picaresca operazione “porta a porta” l’amministrazione comunale abbia cercato di non affrontare una questione sotto gli occhi di tutti: la gestione effettiva delle campane per la “differenziata”. A parte il fatto che esse sono spesso allocate in maniera irrazionale (su strisce pedonali, davanti a fermate degli autobus, in crocevia angusti…) si caratterizzano, sempre, per la loro “incompletezza”: ne manca sempre una (o quella del vetro, o quella della carta o quella della plastica). Ed anche il oro svuotamento ha del misterioso: a volte rimangono pienissime (e, dunque, inutilizzabili) per più settimane, a volte vengono svuotate “a rotazione” (mai, cioè, tutte assieme).

    Chi scrive – e che abita in una zona piuttosto centrale della città – continua “stoicamente” a preparare in casa la propria immondizia (a parte l’umido) per poi (una volta a settimana) conferirla negli appositi contenitori: ma ciò richiede una non comune pazienza; è ormai un “classico” fare più “visite” in vari luoghi per depositare tutto (e non vi nascondo che, qualche volta, incazzato ed avvilito, ho buttato tutto nei normali cassonnetti, poiché ho ritenuto che il mio dovere di cittadino non potesse spingersi sino al punto di farmi tenere in casa la “differenziata” per “tempi biblici” in attesa che il Comune facesse né più né meno che il proprio dovere). Personalmente sarei prontissimo a collaborare con l’Amministrazione Comunale solo se quest’ultima fosse seria e credibile, ma, francamente, non mi pare che nè il primo né il secondo aggettivo possano usarsi per quella palermitana.

    Recentemente (dicembre scorso) mi è capitato di essere testimone di un esempio di effettiva raccolta dell’immondizia “porta a porta”. A Roma (non a Copenaghen!), nel centro storico ho visto gli operatori della locale azienda di nettezza urbana, procedere al ritiro (fra le otto e le dieci di mattina) dell’immondizia dei singoli nuclei familiari già separata in sacchetti di diverso colore forniti, evidentemente, dall’azienda stessa.

    P.S. Una volta in Via degli Emiri ho avuto modo di constatare che a Palermo la raccolta differenziata è l’ennesima presa per il… naso dei cittadini onesti: ho visto mischiare il diverso contenuto delle campane sul cassone di un camion che, peraltro, non aveva neanche il logo dell’A.M.I.A.

  • freddie80 Identicon Icon freddie80 scrive:

    Antonio stavolta non condivido il suo intervento…dice che la raccolta porta a porta funziona male (a me non risulta questo disastro) perchè ai condòmini scoccia la turnazione della messa su strada dei bidoni, e cosa pretendiamo? che per non disturbare i condòmini gli omini dell’amia girino per Palermo con un mazzo di chiavi tipo San Pietro (o Fantozzi???), con le chiavi di tutti i portoni della città?
    E’ logico che per vivere in una città più pulita serve la collaborazione di tutti , non possiamo pretendere di avere il massimo dei vantaggi senza muovere un dito perchè siamo lagnusi.

  • Antonio Beccadelli Identicon Icon Antonio Beccadelli scrive:

    Caro Freddie80 (#17),

    La ringrazio comunque dell’attenzione; mantengo la mia opinione che non ho motivo di cambiare: scrivo per manifestare il mio pensiero non certo per avere plausi o consenso.

    La battuta sulle “… chiavi tipo San Pietro…” è carina, ma, evidentemente, Lei non ha letto il mio riferimento sul “sistema” che hanno trovato a Roma.

    Continuo a ritenere che la via maestra per risolvere il problema della “munnizza di Palermo” sia quella di una vera raccolta differenziata. Pago una Ta.R.S.U. esosa per un servizio inesistente (a proposito, qual è la percentuale di evasione di tale tassa? Alcune fonti sotengono il 40%) credo, perciò, di avere titolo di rivendicare ogni mio legittimo diritto e di criticare un’azienda per l’igiene ambientale (sic!) e un’amministrazione comunale prive d’ogni credibilità e autorevolezza.

    Cordialmente, Antonio Beccadelli

  • freddie80 Identicon Icon freddie80 scrive:

    Resto perplesso…praticamente sta dicendo che la differenziata a Palermo non le piace perchè è una scocciatura portare fuori il bidone a turno con gli altri condòmini, mentre a Roma l’operatore ecologico ti viene a bussare direttamente a casa. Ma cosa costa prendere l’ascensore arrivare al pian terreno prendere un bidone e metterlo fuori dal portone?

  • monte_Pellegrino Identicon Icon monte_Pellegrino scrive:

    Cosa costa Freddie80? Ma tu credi che tutti siano giovani e in buona salute come te?

  • Calò Identicon Icon Calò scrive:

    Freddie, a Novara gli operatori ecologici hanno una chiave universale con cui possono aprire il cancello di ogni condominio. E’ una cosa fattibile. Anche se non con quale costo. Mentre a Milano sono i residenti dei condomini che, come a Palermo, portano fuori i bidoni. In tutti i casi ritengo che il problema della raccolta differenziata a Palermo sia un altro.

  • freddie80 Identicon Icon freddie80 scrive:

    @Calò
    non ci credo :-) con una chiave sola riescono ad aprire tutti i cancelli? qua però non credo si tratti di cancelli, ma di portoni. Alcuni nuovi altri vecchi di 50 anni, non so se esista un passepartout simile…

  • Il “porta a porta”, per quanto propagandato, non basta e le esperienze divulgate ci dicono che funziona meglio nei piccoli che nei grandi centri. Qui manca la coscienza civica e il comportamento civile. Tutti usano la città come una grande pattumiera: dai mozziconi di sigaretta che “normalmente” vengono buttati in terra ai cumuli di bottiglie vuote collocate “ordinatamente” per strada. Quelli che mi fanno incazzare di più, poi, sono i cretini che buttano cose di ogni genere e dimensione fuori dai finestrini delle auto. Io non entro in casa degli estranei e la uso come pattumiera. Se campagna dev’essere non può riguardare solo l’Amia o tentare di essere unilaterale e, per molti versi, anche debitoria di ossigeno nei confronti della città, in ogni senso. La mobilitazione deve essere generale e orientare il lavoro, per esempio di un anno, di tutte le associazioni culturali, ambientali, professionali nonché i presìdi di produzione di idee e di cura dei problemi (dall’Università, tutta e non solo qualche Facoltà, ai presìdi ospedalieri, grandi e piccoli; dalle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, ai centri di produzione e divulgazione di contenuti, teatri cinema etc). Non ci si può tirare indietro, pena e rischio il collasso.

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