Archive for the ‘Edifici storici’


Il restauro del palazzo del barone Cupane

In restauro il palazzo del barone Cupane a piazzetta Montevergini nel mandamento del Seralcadio o Monte di Pietà. Sino ad ora si è lavorato negli interni, qualche settimana fa ho potuto osservare il cortile in via di definizione. Adesso finalmente si sta provvedendo al rifacimento dei prospetti del palazzo sulla piazzetta della Canna e sulla via San Biagio, a breve quindi il rifacimento di quelli sulla piazzetta e sulla via Montevergini. Durante la sua lunga esistenza questo palazzo è stato dimora di importanti famiglie, come quella dei Banciforte principi di Butera, che qui abitarono prima di trasferirsi nel nuovo palazzo in via Bara all’Olivella (e successivamente in quello ben più sfarzoso della Marina), o quella dei Del Castillo marchesi di Sant’Isidoro, prima che costruissero il proprio palazzo alla Guilla. Infine appartenne nell’ottocento al barone Francesco Cupane che provvide alla ristrutturazione del palazzo secondo il gusto dell’epoca.

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Il restauro di palazzo Celestre

Terminati di recente i restauri di palazzo Celestre in via Alloro ad angolo con via Butera, alla Kalsa. Dalla strada sono visibili i bei soffitti settecenteschi completamente stuccati e affrescati, notevole anche il bel cortile interno di sapore ottocentesco, con eleganti coppie di colonne in marmo rosso davanti lo scalone.


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Piazza Verdi ritrova i suoi colori

Nuovamente visibile questo elegante edificio ottocentesco in piazza Verdi ad angolo con la via Bara all’Olivella, sul fronte della Loggia su via Maqueda. Gli eleganti decori delle aperture e sotto il cornicione d’attico erano prima completamente invisibili.


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Nuovi recuperi in via Schioppettieri alla Kalsa

Lentamente anche la via Schioppettieri viene “rispolverata” con dei restauri davvero belli e decorosi. Tra questi un delizioso palazzetto in stile neogotico ormai alle fasi finali dell’intervento:


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Sbiriciando Palazzo Moncada

C’è poco da fare, l’apertura della nuova Rinascente ha riacceso le luci su questo tratto di via Roma, in cui è in atto un restauro molto importante, quello del Palazzo Moncada.

In una parte dell’edificio sono stati già tolti i ponteggi, permettendo agli osservatori più attenti di sbirciare sullo stile dell’intervento in corso.

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Verso l’inaugurazione della Rinascente tra….

…curiosità e una perplessità:

La curiosità su una nuova apertura c’è sempre stata e non mancherà anche questa volta.

Curiosità soprattutto sul restyling dell’edificio che ospiterà cinque piani di vetrine, saloni e ristoranti.

In queste ore fremono i preparativi. Lungo via Roma, molte persone si fermano a osservare e immaginare come questo nuovo prospetto possa integrarsi nel contesto e stupire gli occhi dei passanti.


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La Rinascente torna in città

Il cantiere è quasi ultimato e presto riavremo La Rinascente nella nostra città. Già adesso la città è tempestata di cartelloni pubblicitari. Secondo varie fonti l’inaugurazione ufficiale dovrebbe avvenire il 23 febbraio, mentre l’apertura è prevista per il 25 febbraio alle ore 11.00. Ma rivediamo un attimo il progetto e riproponiamo una piccola cronostoria.

Nel 2005 il grupp La Rinascente acquista l’ex edificio della Upim di via Roma, edificio post bellico rimasto a lungo tempo quasi del tutto inutilizzato, a parte la Mondadori del piano terra. Il progetto aziendale è quello di abbandonare la storica sede di via Ruggero Settimo, considerata ormai troppo piccola ed inadeguata, per spostarsi nei più ampi locali di via Roma (da circa 3.000 mq si passa ai 4.500 mq di via Roma).
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Particolari

Giù i ponteggi anche da questo edificio in piazza Sant’Eligio alla Loggia, alle spalle della Vucciria. Da definire ancora il piano terreno e gli interni. Cosa avrà di particolare direte voi, un restauro come tanti altri, un semplicissimo catoio come molti nella città vecchia. Richiamo la vostra attenzione sui tre balconi del primo piano che presentano degli inusuali parapetti di gusto contemporaneo (il primo da sinistra a semplici barre verticali, il secondo con dei bei trafori e il trezo con disegni geometrici sporgenti). Non male, un modo per rendere particolare un edificio altrimenti simile a tanti altri. Vorrei sapere cosa ne pensano gli altri di eventuali inserimenti di questo tipo.


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Piazza Sant’Agata alla Guilla un altro giardino in pieno centro

Sono iniziati i lavori per un nuovo giardino nel centro stroico, questa volta si tratta di piazza Sant’Agata alla Guilla nel quartiere Seralcadio (o Capo) a poca distanza dalla Cattedrale. Il giardino raccoglierà piccoli percorsi e soprattutto un agrumeto. Il costo dell’opera si aggira intorno ai 150.000 euro. Un nuovo tassello quindi per il recupero del nostro splendido ma degradato centro storico, un’area adibita a parcheggio diventerà un luogo di aggregazione e ritrovo. Sotto l’immagine della piazza oggi.

Un grande ritorno al Politeama Garibaldi.

Ritorno importante al Teatro Politeama Garibaldi. Non si tratta di una qualche personalità, ma del suo bellissimo sipario ottocentesco tra i piu’ belli tra quelli esistenti nei teatri italiani, realizzato da Gustavo Mancinelli (pittore per i Savoia e residente a Palermo, e’ ricordato, oltre che per gli affreschi interni, soprattutto per il sipario del Teatro). La scena rappresenta l’arrivo a Siracusa di Eschilo, che presenta a Gerone le Etnee. Leggendo la data accanto la firma del Mancinelli, ci si rende conto che il sipario venne realizzato proprio in concomitanza con le altre decorazioni del teatro, in occasione dell’Esposizione Nazionale che si sarebbe tenuta a Palermo quall’anno (1891-92). Infatti per almeno un ventennio dall’inaugurazione (1874) il teatro rimase allo stato “grezzo”, privo di decorazioni e copertura della sala.

E’  stato recentemente recuperato dalla Soprintendenza regionale ai beni culturali di Palermo, trovandosi in uno dei magazzini di Brancaccio del Teatro Massimo da cinquant’anni. E’ stato grazie sopratutto al restauro effettuato negli anni ‘30 che il sipario è arrivato a noi intatto, e con un minimo intervento è infatti tornato a splendere. Dopo il recente annuncio degli stanziamenti per il rifacimento dei prospetti e delle coperture del Teatro, tra i più importanti politeami d’Italia, e considerato una delle più raffinate realizzazioni dell’architettura policroma in Europa, questa non può essere che la ciliegina sulla torta.


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Rinasce dalla cenere piazza San Nicolò degli Scalzi

Proseguono i restauri per il palazzo del Barone della Tavola in piazza San Nicolò degli Scalzi alla Kalsa, alle spalle del palazzo del principe di Sant’Elia. E’ in via di definizione l’ala destra, mentre sul corpo centrale sono state applicate le imposte:


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In restauro palazzo Giurato poi del marchese di Rudinì

Partito il cantiere di restauro di palazzo Giurato poi del marchese di Rudinì in via Maqueda, sul fronte del Seralcadi (proprio di fronte palazzo Costantino), in uno dei tratti più notoriamente disastrati e abbandonati della storica strada, dove tutto è invariabilmente color del carbone. Qualche giorno fa è cominciato l’allestimento dei ponteggi sul prospetto principale, mentre sul piccolo prospetto di corso Vittorio Emanuele è stato affisso il cartello del Comune.
Venne edificato intorno al 1760 da Giuseppe Maria Giurato, su un gruppo di antiche case (che vennero dopo il 1600 a trovarsi sulla nuova via Maqueda), secondo i canoni dei palazzi nobili che in quegli anni venivano eretti a Palermo. Il palazzo, come già detto occupa una prestigiosa posizione e inoltre ingloba uno dei Quattro Cantoni di piazza Vigliena. Agli inizi dell’Ottocento passò agli Starrabba, marchesi di Rudinì. L’impostazione è quella tipica dei palazzi palermitani del XVIII secolo. Il piano terra destinato a magazzini, il piano ammezzato destinato all’amministrazione della casa e agli alloggi della servitù, in successione il piano nobile e la terza elevazione destinata ai cadetti della famiglia. Di grande risalto il monumentale portale d’ingresso affiancato da colonne in pietra di Billiemi e sovrastato dallo stemma degli Starrabba. All’interno, superato l’androne lo scalone monumentale in marmo rosso di Trapani. Al piano nobile sono presenti, ancora intatti nelle loro originarie decorazioni pittoriche e a stucco, i tre saloni di reppresentanza, restaurati una decina di anni fa.
Il palazzo è stato integralmente restaurato nei primi anni ‘80, a trent’anni di distanza si presenta degradato come molti edifici che non hanno mai avuto manutenzione dal dopoguerra, questo dovrebbe portarci a riflettere sugli ovvi risvolti positivi, se si pensasse ad una definitiva chiusura del centro storico.


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