Vi proponiamo alcune foto scattate giorno 7 dicembre 2011, data di presentazione per il restauro degli stucchi di Giacomo Serpotta presso la chiesa di Sant’Orsola in via Maqueda. Buona visione.
Dopo decenni di abbandono i ruderi della storica chiesetta (sconsacrata) di S. Sofia, sita nell’omonima piazzata pedonale, sono finalmente oggetto di attenzione da parte del Comune, che ha in carico l’edificio (l’immobile dovrebbe essere gestito dal Fondo Edifici per il Culto del Ministero dell’Interno, ovvero non dalla Curia).

Dopo la propedeutica chiusura di un’apertura abusiva che aggettava direttamente all’interno dell’unica navata della chiesa (lavoro effettuato dal privato che aveva realizzato Continua a leggere
Il trasferimento dei bus AST al parcheggio Basile, cosiccome la piccola autostazione di piazza Cairoli segnano un primo passo verso la riorganizzazione dei nodi d’interscambio.
Vorrei evidenziare la situazione in cui versa piazza Marina: com’è possibile che una piazza storica sia terminal di bus extraurbani?

Le autolinee che si attestano a piazza Marina sono dirette a Castellammare-San Vito Lo Capo ( Russo) e Contessa Entellina(Stassi).
I pulmann diretti a Continua a leggere
Apprendiamo dal Corriere del Mezzogiorno un’importante notizia circa una delle ville più importanti della nostra città:
Bonificare le parti della villa che da anni versano in stato di degrado e di abbandono, ripristinare le tipologie arboree che un tempo caratterizzavano questo giardino storico e che avevano pregio monumentale.
È stata approvata in consiglio comunale la mozione che prevede queste e altre azioni per la riqualificazione del giardino di Villa Trabia. La Casena dei Trabia alle Terre Rosse (questo il nome originario) è una storica villa di Palermo. Fu costruita nel Settecento, da Ignazio Lucchesi Palli, Principe di Campofranco.
Nel 1814 l’acquistò Giuseppe Lanza Branciforti, Principe di Trabia e Butera. La villa include un parco seicentesco ed un edificio del Settecento composto da un grosso corpo centrale su due livelli e da due ali laterali, che racchiudono una piccola corte, al centro della quale si trova l’ingresso. Continua a leggere
Quello dei Quattro Canti è uno dei luoghi più visitati nel centro storico di Palermo, e se un turista decide di cominciare proprio da lì il tour dei monumenti balzano subito agli occhi il degrado e l’abbandono, proprio un bel biglietto da visita. L’ odore di urina di cavallo si avverte già a distanza e le fontane sono in uno stato pietoso. Non c’è l’acqua che zampilla e le conche sono piene di piccoli rifiuti e acqua putrida. Nella terza foto è visibile un rivolo d’acqua causato da un foro al di sotto della conca superiore, il risultato è che il marmo sottostante adesso è ricoperto da melma. La situazione è vergognosa tenendo conto di quante persone visitino i Quattro Canti ogni giorno…
Vi segnaliamo che come da ordinanza viene provvisoriamente reso lampeggiante il semaforo che subito dopo Porta Nuova permetteva l’attraversamento pedonale con semaforo a chiamata.
Ciò per permettere una maggiore fluidità del traffico in relazione ai lavori che stanno effettuando a piazza vittoria e villa bonanno.
Dopo il blitz della polizia municipale in Corso Finocchiaro Aprile, è arrivato il blitz anche per il mercatino di Via Cavour. Ieri il marciapiede era completamente libero dalla solita trentina di bancarelle che costringe in alcuni punti i pedoni a passare solo uno alla volta. Gli ambulanti però non si sono dati per vinti e si sono semplicemente spostati lungo via Maqueda (vedi foto), dove hanno rimontato il tutto.
Presumo quindi non vi sia stato alcun sequestro (sono arrivato a blitz appena finito) ma giusto in tempo per vedere il furgone della polizia municipale allontanarsi imboccando via Villaermosa. Continua a leggere
Al centro di Piazza Indipendenza svetta l’obelisco che ricorda i martiri dell’Indipendenza. Un’opera che fu progettata da Giovan Battista Basile e realizzata nel 1866.
Da qualche tempo avevamo segnalato le transenne intorno la struttura. Ancora oggi l’area è transennata, ma è già possibile vedere l’effetto, crediamo definitivo, dell’intervento.
Purtroppo tale restauro non è coinciso con un ripensamento più generale della piazza che meriterebbe una sistemazione ben più decorosa. Speriamo che intanto questo obelisco non diventi il solito muro dove scrivere messaggi d’amore.









