Una significativa proposta che ci giunge dall’utente fox-apple, circa la realizzazione delle rete ciclabile nel territorio di Palermo
Questa che vedete in basso è la mappa della “rete ciclabile” che ho ideato per Palermo, una sorta di autostrada per le bici che permetterebbe di unire tanti diversi quartieri e zone della città, come una sorta di metropolitana…sotto trovate le varie linee, con le strade coinvolte e poi anche i possibili punti bike-sharing da collocare nella rete con i costi realizzativi che ho stimato attraverso i documenti trovati in rete.
SEGNALETICA VERTICALE DI ATTENZIONE PER PERCORSI FREQUENTATI DA CICLISTI
Non tutte le strade possono essere attrezzate con piste ciclabili in sede propria, a volte per le stesse dimensioni della strada non si possono neppure tracciare corsie ciclabili, né è pensabile poiché spesso si tratta di strade di collegamento con frazioni e periferie di trasformarle a senso unico. In questi casi per garantire il può possibile l’incolumità dei ciclisti, oltre a intervenire sui limiti di velocità, occorre avvisare i conduttori di veicoli a motore che lungo il percorso possono incrociare ciclisti. Ci soccorre il segnale di pericolo generico, quello col punto esclamativo obbligatoriamente integrato con simbolo od iscrizione che precisa la natura del percolo, ad esempio il simbolo della bicicletta e la scritta “itinerario cicloturistico” o “itinerario ciclismo sportivo”. Anche la scritta “attenzione ciclisti!” può essere d’effetto.
COLORAZIONE ROSSA DELL’ASFALTO IN PUNTI CRITICI
Ci sono in commercio diversi prodotti che consentono di colorare l’asfalto di rosso (continua…)
Girando per la città un utente qualunque può guardarsi intorno e decidere di indignarsi per il comportamento dei suoi concittadini, e non solo.
Lo può fare quando vuole, perchè basterà alzare gli occhi e noterà come certe “persone” (se si possono definire tali) si credano padroni di tutto. E quando possibilmente gli domandi il perchè di quel loro comportamento incivile, non provano nemmeno vergogna e “prendono sopra” trovando le scuse circa “il sindaco che non c’è”, “lo fanno gli altri, lo faccio anche io”…perchè la cosa importante non è rispettare le regole, ma non passare agli occhi degli altri come il “fesso” che cerca il posteggio laddove si può posteggiare e non lascia l’auto in mezzo la strada per comprare il pane.
Poi, ci aggiungiamo alcune assurdità “lato governance” e Palermo diventa un perfetto quadro di follia.
Vi lasciamo ad un piccolo reportage fotografico dell’utente Samir che ringraziamo.
L’idea mi frullava nella testa da un po di tempo. Una MTB, casco e voglia di pedalare nel caos del centro di Palermo per turisti in cerca di emozioni forti. Probabilmente un modo di affrontare questa città in maniera insolita, magari un po incosciente, ma sicuramente un modo nuovo per quei turisti per i quali il camminare a piedi con la macchina fotografica è l’aspetto più noioso del viaggio.
Oggi li ho visti ed erano tanti con le MTB da competizione, gruppi cambio XT molto precisi e forcelle ammortizzate ad olio di precisione per saltare insicurezza scaffe e scalini. Bici costose per intenderci ma in grado di affrontare non solo pendii scoscesi di boschi per gare agonistiche di granfondo, crosscountry e downhill, ma anche per sfidare la giungla urbana di Palermo.
Se la saranno vissuta come un avventura e forse la scommessa che si saranno fatti sulla nave dalla quale sono scesi la mattina sarà stata: vince chi riesce a pedalare senza fermarsi e senza farsi arrotare. Brave hearts! Microtelecamerina sul casco per far venire l’acquolina in bocca agli amici.
Mentre li guardavo non pensavo a cosa loro potessero pensare in negativo di Palermo per via del cciaffico, ma riuscivo per una volta a fare di un lato negativo della nostra città un punto di forza da sfruttare per creare uno sport d’avventura come lanciarsi in bunjee jumping o fare rafting ad alto livello. In pratica un itinerario che lega i luoghi storici di Palermo, ma nel tragitto da una chiesa all’altra fai scorrere nelle vene adrenalina pura!!! Ritorni a casa raccontando che tra la cattedrale e la Zisa sei stato abbastanza bravo a non farti uccidere pedalando senza fermarti e “sfidando” i comportamenti degli automobilisti più irrispettosi dei ciclisti che mai potresti trovare altrove in tutta Europa.
L’idea mi frullava in testa ma ora l’idea si materializzata in tutta la sua forza.
AAA -- Compagni d’avventura cercasi per avvio ciclotrekking urbano ad alta tensione per turisti impavidi -- AAA
[file & tag under: Palermo seen by brave hard-core bikers]
MOBILITAPALERMO nella politica di sostegno all’uso della bici in città ha deciso di affrontare l’argomento BIKE SHARING cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sia sul web che in luoghi fisici per comprendere quello che sta avvenendo in giro per l’Italia e per il mondo.
Partiamo dai luoghi fisici quindi.
A San Donato Milanese, comune alla periferia di Milano, servito dalla linea gialla della metro del capoluogo, proprio all’uscita delle scale del capolinea abbiamo scoperto LA STAZIONE DELLE BICICLETTE, un’interessante realtà sull’uso della bici, ma non vi diciamo nulla perché vi invitiamo a visionare i 2 video che contengono un intervista.
Sebbene attualmente il Codice della Strada non faccia alcuna distinzione tra pista ciclabile e corsia ciclabile, anzi la pista ciclabile è presentata come corsia preferenziale con la stessa normativa prevista per bus e taxi, la differenza tra i due sistemi per la separazione del transito veicolare da quello ciclabile è assai forte. La più evidente è data dalla protezione che è netta per le piste (bauletti erbosi, siepi,o altri elementi in elevazione sulla pavimentazione) mentre è del tutto assente nelle corsie che vengono segnalate attraverso una striscia gialla di 30 cm parallela ad una bianca di 12 cm distanziate tra loro di 12 cm. Le corsie hanno evidentemente un costo contenuto ma non garantiscono la necessaria sicurezza tuttavia possono dimostrarsi utili in varie situazioni. Tracciate in prossimità di intersezioni consentono di attivare attraversamenti ciclabili, possono fungere da guida per l’immissione in rotonde, riservare lo spazio necessario per accedere alle Case Avanzate agli incroci semaforizzati, separare il flusso per il passaggio a rosso e infine costituire un deterrente per la sosta selvaggia. Un grosso limite è dato dalle dimensioni delle strisce, il pacchetto gialla più bianca misura quasi mezzo metro e spesso la dimensione delle strade urbane non consente l’inserimento di una corsia ad esempio per garantire il doppio senso per ciclisti nelle strade a senso unico. In altri paesi europei è sufficiente una sola striscia gialla che può essere anche discontinua.
Le piste ciclabili sono il sale di ogni città amica delle biciclette. Soprattutto nella fase iniziale e in quelle città dove il traffico motorizzato condiziona ogni genere di mobilità le piste ciclabili sono il primo intervento da attuare. Servono a far uscire dal guscio i potenziali ciclisti, quelli che per paura scelgono l’auto, i forzati dell’auto.
Il grande problema delle piste ciclabili è il costo e non è sempre facile reperire i fondi necessari. Ci sono vari modi di affrontare la città in termini di progettazione di piste ciclabili. E’ bene comunque avere un quadro urbanistico preciso: se la città si presenta a scacchiera con quartieri definiti si può pensare al concetto di rete ciclabile, primaria e secondaria, se viceversa si presenta una configurazione con un centro storico o una zona a forte rilevanza storico-urbanistica con quartieri periferici satellitari è bene considerare ipotesi di piste ciclabili a raggiera, lavorando nel centro storico con altri strumenti di moderazione della circolazione. Si può cominciare considerando il collegamento tra due nuclei dove forte è la richiesta di trasporto, ad esempio un quartiere fortemente popolato e l’area di concentrazione lavorativa che spesso coincide con il nucleo della città, oppure focalizzare l’attenzione su percorsi casa-scuola. (continua…)
Mobilità sostenibile: approvato dal Ministero Ambiente un disegno di legge per favorire l’uso della bici.
Parcheggi nelle stazioni del metrò e dei treni e negli edifici pubblici a contatto con il pubblico.
Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, prevede:
che, negli edifici adibiti a pubbliche funzioni ove sono svolte attività a contatto con il pubblico e che dispongano di cortili o spazi comuni, l’amministrazione riservi un’apposita area alle biciclette degli utenti, segnalando sul proprio sito istituzionale la presenza dell’area riservata.
di consentire il trasporto delle biciclette pieghevoli sui tram, nei giorni feriali e festivi, senza limiti di numero e di orario.
che le amministrazioni locali dovranno prevedere parcheggi per biciclette, adeguati nella forma e nel numero, in ogni stazione di nuova realizzazione delle linee metropolitane e dei treni metropolitani in modo da rendere più facile e sicuro lo scambio bici-treno e bici-metro.
Una preziosa opportunità per Palermo, sia pensando alle fermate del PASSANTE FEROVIARIO, che alle fermate del futuro ANELLO FEROVIARIO che a quelle della prossima METROPLITANA LEGGERA. Le ultime 2 opere potrebbero già inserire la previsione delle rastrelliere sin da ora, che non sono ancora partiti i lavori.
Naturalmente si tratta di opere che non necessitano di grandi finanziamenti, cioè trattasi di uno spazio pubblico nel quale installare rastrelliere metalliche come nelle città del nord.
Inoltre tutti gli uffici pubblici potranno progettare e realizzare spazi con rastrelliere per bici e pensiamo al Polo tecnico del Comune di Via De Gasperi-Via Ausonia (dove si trovano gli uffici dei Settori Edilizia Privata, Edilizia Scolastica, Urbanistica, Lavori Pubblici). Pensiamo ancora agli uffici dei Tributi (con grande affluenza di Pubblico), pensiamo agli uffici regionali dei Lavori Pubblici, ed ad altri ancora frequentati da molti utenti.
Il Decreto regionale n. 609 del 12 Aprile 2010 in applicazione dei contenuti della linea di intervento n. 3.3.2.4 (Greenways) del Programma Operativo F.E.S.R. 2007/2013 Sicilia approva i progetti per le seguenti Greenways in Sicilia:
L’iniziativa è stata lanciata dalMinistero dell’Ambiente e consiste nel dare l’opportunità alle città italiane di partecipare con la chiusura al traffico veicolare del più lungo tratto chilometrico urbano.
Quindi la città che aderisce emette un ordinanza che permette (continua…)
I Palermitani hanno ben accolto l’idea di chiudere al traffico veicolare Via Roma per un pomeriggio e, complice un bellissimo sole, si sono riversati in massa per strada riscoprendo il piacere di passeggiare. A fare da cornice artisti di strada, tante biciclette e vari stand di degustazione enogastronomica. Particolarmente suggestivo il colpo d’occhio su piazza San Domenico (purtroppo ancora adibita a parcheggio) offerto dalla terrazza della nuova Rinascente. I bus marciavano con la corsia preferenziale sgombera da auto in sosta vietata riuscendo a garantire un veloce collegamento tra le due estremità dell’isola pedonale stessa. Se ancora vi erano dei dubbi il tepore di questa giornata primaverile li ha definitivamente sciolti : ai Palermitani l’isola pedonale piace!
Grande successo al debutto per l’isola pedonale in centro a Palermo. Migliaia di Palermitani ne hanno approfittato per godersi la passeggiata al riparo da marmitte e clacson strmbazzanti.
Unica nota stonata : dalle 21 circa in poi gli ambulanti si sono letteralmente impossessati dei portici di via Ruggero Settimo da punta a punta, da via Magliocco a Via Mariano Stabile (vedi foto)
. Due lunghissime file di bancarelle, una a destra e una a sinistra creavano non poche difficoltà ai pedoni costretti a passare anche solo uno alla volta in certi tratti; sembrava di essere alla fiera del mediterraneo, mancavano solo quelli delle scarpe da tennis a 5 euro.
Analoga situazione in piazza Verdi proprio davanti il Teatro Massimo; ci chiediamo come sia possibile tollerare tutto ciò, come sia possibile che la polizia municipale non intervenga. Purtroppo l’impressione è che a Palermo sia possibile impossessarsi impunemente degli spazi pubblici per trasformarli in sudici bazar improvvisati, anche nel salotto della città.