Cogliamo lo spunto dell’utente R. Gargano per ricordare un luogo spesso dimenticato, che per Palermo è importantissimo, ovvero Monte Pellegrino e il suo santuario.
Anche se non è un luogo di transito, è città. E probabilmente è più considerato dai turisti che dai palermitani stessi.
Gentile Redazione,
Approfitto della vostra rubrica, per segnalare attraverso voi, ciò che ho potuto constatare una tranquilla Domenica di Luglio. Io e i miei amici, abbiamo avuto la malsana idea (capirete dopo perché) di passare un pomeriggio afoso e soleggiato al belvedere di Monte Pellegrino.
Premetto che non salivamo lassù da almeno un anno ed avevamo ancora una visione “ poco aggiornata “, rispetto a ciò che ben presto avremmo visto. Parcheggiata l’auto, ci accingiamo a scendere e guardandomi intorno, ho subito pensato: “ Qui c’è stata una guerra civile e non lo sapevo! “.
Lerciume ovunque, dalle bottiglie (alcune ancora piene) ai condom (chiaro segno di baldorie notturne), guard rails divelti (gare?), odori nauseabondi. Ci avviamo verso la statua, con la speranza che il triste spettacolo cambi, con noi salgono quattro turisti tedeschi, palese nei loro occhi, lo smarrimento e la delusione.
Ovviamente lì, i palermitani hanno dato il meglio di sé, colei che protegge la città, la “ santuzza “, era ricoperta da scritte e graffiti, qualcuno invece, ha preferito tirarle i sassi. L’unico a salvarsi era il panorama, bellissimo, mozzafiato, immenso ma non abbastanza da oscurare tutto il resto. Anche “ lui “ paga il prezzo di un’amministrazione comunale inesistente, menefreghista, vergognosa, di una popolazione incivile, insensibile. Non avevo a disposizione una fotocamera ma non servono delle foto, per credere che tutto questo sia reale, non a Palermo.