Prendendo esempio da quanto accaduto con Parco Uditore, dove un’idea dei cittadini è diventata realtà, mi piacerebbe porre l’attenzione su un’area verde che insiste in una zona dove di verde ce n’è ben poco (per non dire nulla), la zona Ammiraglio Rizzo-Acquasanta-Arenella.
L’area in questione, ovviamente non di dimensioni quali Parco Uditore, è ubicata appena all’interno del Presidio Albanese in Via Papa Sergio di proprietà della ASP 6 (vedi foto 1).

Essa offre delle potenzialità enormi in quanto è prospiciente il mare, proprio sopra la bellissima Grotta Regina, si affaccia sul golfo e sul porticciolo turistico dell’Arenella, e dall’altra sponda è separata dalla strada principale da un lungo muro che potrebbe benissimo diventare una cancellata sulla quale ricavare gli ingressi. Continua a leggere
L’Istituto materno infantile di via Cardinale Rampolla cambierà veste giuridica ma continuerà a funzionare, e si trasformerà in presidio odontoiatrico del Policlinico. Questo, almeno, è quanto prevede di fare l´Università. Dunque nessuna chiusura, come lasciava intendere il decreto 1150 del 15 giugno scorso firmato dall´assessore alla sanità Massimo Russo. Ma, semmai, nessun posto letto di degenza. Che del resto non esiste più dal marzo scorso, da quando le unità operative di ginecologia e ostetricia, chirurgia pediatrica e neonatologia sono state trasferite alla sede centrale del Policlinico. Dove rimarranno definitivamente.
I programmi dell’Università sono contenuti nei nuovi protocolli d´intesa elaborati insieme ai dirigenti di piazza Ziino e inviati a Roma, al tavolo tecnico ministeriale: il ministero deve infatti verificare la compatibilità dei contenuti dei protocolli (tre, uno per ogni ateneo siciliano) con il piano di rientro.
Il nuovo programma del rettore, però, impone una modifica al progetto di ristrutturazione igienico – sanitaria dell´Imi, in parte finanziata (tre milioni e mezzo di euro il costo complessivo) dal ministero della Salute attraverso i fondi per l´edilizia sanitaria. Il vecchio progetto era stato, infatti, elaborato per il rifacimento del dipartimento materno infantile e prevedeva oltre alle sale di degenza, le sale parto.





