Non basta svegliarsi il primo di novembre di buon umore. Non basta avvertire la gradevolissima sensazione di una città che ancora dorme. Com’è rilassante tutto questo. Peccato che esista la stampa locale a farti andare di traverso la giornata. Ecco che apro il sito del Corriere della Sera e apprendo da Felice Cavallaro quanto già tutti sapevamo: la differenziata a Palermo è solo una grossa presa per il c**o. Un nostro concittadino ha colto in flagrante una squadra di addetti AMIA che scaricava tutti i rifiuti nello stesso auto-compattatore diretto a Bellolampo. “Ordini superiori” dicono loro. Ma leggiamo nel dettaglio
Palermo, la finta differenziata dell’Amia
Foto di una residente: «Rifiuti mescolati»Gli operatori confermano: «Finisce tutto in discarica»
Iniziare un testo è sempre molto difficile. Potrei cominciare con c’era una volta….ma la fine non è sicuramente “e vissero felici e contenti.” Allora dopo ripetute prove ho deciso di iniziare dalla fine. La soluzione è alquanto semplice….ma la domanda è perchè non ci arriviamo da soli?
Vivo in Viale Campania, strada dove si svolge il mercatino del mercoledì. Trovo di tutto.frutta, verdura, abiti…non manca nulla.

(foto gds.it)
La mattina è tutto Continua a leggere
Durante questa estate, in alcune parti della città, ho potuto notare la sostituzione di vecchi cassonetti dell’immondizia con quelli nuovi.
Modelli identici a quelli precedenti, soltanto più lucidi e ancora non devastati dal tempo e dai piromani.
Nella foto siamo dietro piazza Borsa. Come si può notare, sono stati riproposti i cassonetti a pedale.
Peccato che gli addetti allo smaltimento siano i primi a lasciare il coperchio alzato, snaturando di fatto l’uso del pedale.
Che senso ha il coperchio (che dovrebbe contenere i cattivi odori) quando viene “imposto” il suo non utilizzo?
Se c’è qualcuno tra di voi che è netturbino o bazzica nei meandri, vi prego, ce lo spieghi.

Mobilita Palermo è sempre stata sensibile alle nuove tecnologie come strumento di supporto alla sensibilizzazione collettiva e alla tutela del cittadino. Ecco che arriva “Decoro Urbano”, interessantissima applicazione che offre ai cittadini l’opportunità di segnalare rifiuti abbandonati, buche sul manto stradale, affissioni abusive, atti di vandalismo, problemi di segnaletica stradale e incuria delle zone verdi (mi sa che non ci manca proprio niente!).

L’applicazione è disponibile per smartphone sia in versione Android che iOS (per chi possedesse iPhone) ed è scaricabile gratuitamente dai rispettivi market o dal sito www.decorourbano.org. La localizzazione avviene in tempo reale tramite GPS, ed è possibile allegare foto e descrizione alla propria segnalazione. E’ ancora in versione beta, ma già è possibile trovare diverse funzioni molto utili; inoltre le segnalazioni possono essere fatte anche attraverso il sito web. La sezione di Palermo è palermo.decorourbano.org e, come già si può vedere dalla mappa, non mancano i primi flag.
Troviamo che questa applicazione possa costituire uno strumento molto potente a disposizione di un’amministrazione comunale seria che voglia interagire coi cittadini per migliorare l’efficienza delle operazioni di manutenzione ordinaria. Noi la nostra parte continueremo a farla, chissà loro quando…
La domanda in oggetto sicuramente non troverà mai una risposta certa.
Però vale la pena farsi un esame di coscienza. Perchè spesso, quando si parla di rifiuti e sporcizia per strada, ci nascondiamo dietro al facile baluardo del “a Palermo le strade non le pulisce nessuno”.
Il che è anche vero, molto vero.
Ma da 1 a 100, quanto è responsabilità nostra?

L’altro giorno ero incolonnato (come al solito) in viale Regione Siciliana, in prossimità del semaforo di Piazzale Giotto/Lennon. Trovandomi fermo sulla corsia di sorpasso Continua a leggere
Tempo fa, stanchi delle condizioni ignobili in cui giaceva (e giace tuttora) la nostra città, organizzammo un evento che ebbe un successo notevole, e che riscontrò un’eco anche tra i politici locali e la stampa. “Puliamo il salotto della città” ha avuto valore puramente simbolico; tuttavia, si è saputo dimostrare che esiste una Palermo che dice no. Questa Palermo viene fuori ogni giorno di più, soprattutto a causa della sordità dell’amministrazione, che si rinchiude nei palazzi ignorando di fatto i bisogni della città e dei suoi cittadini. Arriva oggi una nuova proposta dell’utente Francesco Guadagna
Spett. Mobilita Palermo,attraverso questo splendido sito avete dimostrato di amare la nostra città. Perchè non facciamo un ulteriore passo in avanti? Mi spiego: ci sono alcune zone di Palermo, come l’ Addaura, che sono piene di rifiuti. Il comune spera che volontari possano presentarsi per ripulire la zona dato che gli operai della Gesip non possono svolgere al momento tale mansione. Perchè non promuoviamo attraverso il sito una giornata di volontariato a favore di questa causa? Cominciate a lanciare anche un sondaggio per sapere cosa ne pensano gli altri lettori ed eventualmente gettiamo le basi per una cooperazione che possa liberare Palermo dai rifiuti. Grazie
Viaggiando in giro per l’Europa, mi è sempre capitato di ammirare il decoro e la pulizia delle aree urbane. Sfido chiunque a mettere in discussione la perfezione quasi irritante di città come Londra, Madrid, Berlino…..ok, in realtà tutte le città che non siano quelle italiane. Tuttavia, a parer mio, l’analisi del fenomeno risulta più complessa. E’ difficile sradicare il luogo comune secondo il quale i palermitani siano dei porci a cui piace sguazzare nella propria immondizia; nonostante tutto, quest’oggi vorrei provarci. Già in Spagna avevo notato con grande stupore come i cittadini di Madrid, Malaga o Barcellona non fossero poi così diversi da noi. Gli spagnoli sporcano…e sporcano tanto; non sto parlando solo di cartacce per terra, murales o che so io. A Bilbao, dopo una sagra, la gente urinava in massa in una piazza che dopo qualche ora era satura di pozzanghere e fiumiciattoli, il tutto condito da un puzzo insostenibile.
Continua a leggere
Da qualche giorno è presente in Piazza Indipendenza, lato Bar Santoro, un raccoglitore di olii vegetali.








