Nuove inaspettate dal centro storico.
Verrà realizzato un parcheggio multipiano in via Candelai, quindi nel cuore del mandamento del Seralcadio, alle spalle del recuperato palazzo del Gran Cancelliere che invece si affaccia sulla parallela via del Celso.
Dalle scarne notizie leggibili sul cartellone, è un’opera approvata nel giugno di quest’anno e rientra nel programma PRUSST (programma riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio). Alla sommità verrà realizzato un girdino pensile e da lì sarà possibile fruire delle mura puniche (che non ho ben chiaro dove siano visibili in questo particolare punto della vecchia cinta). C’è da chiedersi se sarà un parcheggio pubblico o fruibile solo da chi lavora al palazzo del Gran Cancelliere (di recente diventata sede di rappresentanza della Benetton).
Che dire, l’iniziativa sembrerebbe lodevole, specie in una zona congestionata dove i parcheggi sono pochi, però l’impatto estetico, come verrà risolto l’affaccio sulla strada, mi preoccupano non poco, speriamo bene.
Poichè trovo assurdo mimetizzare un parcheggio pluripiano dietro la finta facciata di un palazzetto antico, penso e credo che si opterà per qualcosa di contemporaneo.
il retro del palazzo del Gran Cancelliere:
Ha ormai preso forma il piccolo giardinetto in piazza Sant’Agata alla Guilla nel Seralcadio, davanti il palazzo dei marchesi di Sant’Isidoro. Non è male, certo le piantumazioni sono giovani e al momento appare un pò minimal, ma chissà tra qualche anno. Sono curioso di vedere il risultato tolte le lamiere di recinzione:
In occasione di “Palermo apre le porte” ho avuto occasione di visitare il bellissimo oratorio della Carità di S. Pietro, recentemente restaurato. Si trova all’interno della Casa Conventuale dei PP Crociferi in via Maqueda (che invece necessiterebbe di un restauro urgente), adiacente la chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi, sul fronte del Seralcadio. E’ al livello del chiostro (sopraelevato di diversi gradini dal piano stradale, venendo a trovarsi in pratica al primo piano).
Venne istituito nel 1736, sotto il titolo della Carità di S. Pietro, con lo scopo di raccogliere fondi per il riscatto dei religiosi rapiti durante le incursioni di pirati. Le decorazioni parietali risalgono al 1738 e sono opera di Guglielmo Borremans. Nel vestibolo è l’affresco La Liberazione di San Pietro dal carcere. Nella volta dell’oratorio è invece L’Apoteosi di San Pietro. Nei riquadri minori della volta abbiamo invece le figure di S. Acaio e S. Francesco d’Assisi (destra) e di S. Vincenzo de Paoli e S. Paolino (sinistra). Nella parete dell’altare sono dipinte due nicchie a effetto “trompe l’oeil” con le finte statue allegoriche della Carità a sinistra e della Fede a destra. Sull’altare è una statua policroma di S. Pietro che risale al Settecento. Purtroppo alcuni punti degli affreschi presentavano accorgimenti per rimediare all’umidità. In un angolo un puttino dipinto regge un cartiglio con su riportato l’anno 1897, essendo la data di troppo posteriore alla realizzazione delle decorazioni (159 anni per decorare un oratorio sembrano un pò troppi, a parte che il Borremans a quel tempo era ormai passato a miglior vita) probabilmente indica un restauro subito dall’oratorio, chissà.
La prima foto è ovviamente precedente allo smantellamento dei ponteggi di palazzo Rudinì.
E’ ormai solo questione di giorni prima che palazzo dei Giurato, poi dei marchesi di Rudinì (che ingloba uno dei Quattro Canti), venga completamente liberato dai ponteggi rivelandoci i bei colori originali. Nel frattempo il piccolo prospetto sul corso Vittorio Emanuele è già visibile. Da notare la voluta continuità tra le decorazioni del Cantone e quelle del piccolo prospetto del palazzo (le lesene dei tre ordini, dorico, ionico e composito ripeture in stucco sullo spigolo sinistro), cosa non riscontrabile sul prospetto di via Maqueda:
Nuovi recuperi in via Matteo Bonello nel mandamento del Seralcadio. Smantellati da poco i ponteggi per questo bel palazzetto ad angolo con il vicolo dei Pellegrini (se può interessare, su google street view è possibile vedere come si presentasse l’edificio prima del restauro):
In restauro il palazzo del barone Cupane a piazzetta Montevergini nel mandamento del Seralcadio o Monte di Pietà. Sino ad ora si è lavorato negli interni, qualche settimana fa ho potuto osservare il cortile in via di definizione. Adesso finalmente si sta provvedendo al rifacimento dei prospetti del palazzo sulla piazzetta della Canna e sulla via San Biagio, a breve quindi il rifacimento di quelli sulla piazzetta e sulla via Montevergini. Durante la sua lunga esistenza questo palazzo è stato dimora di importanti famiglie, come quella dei Banciforte principi di Butera, che qui abitarono prima di trasferirsi nel nuovo palazzo in via Bara all’Olivella (e successivamente in quello ben più sfarzoso della Marina), o quella dei Del Castillo marchesi di Sant’Isidoro, prima che costruissero il proprio palazzo alla Guilla. Infine appartenne nell’ottocento al barone Francesco Cupane che provvide alla ristrutturazione del palazzo secondo il gusto dell’epoca.
Scendono i ponteggi dal prospetto del Seminario Arcivescovile in via dell’Incoronazione nel Seralcadio che ci mostra i suoi originali colori. L’edificio era in origine il monastero della chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto (detta della Badia Nuova) che gli sta a fianco (anch’essa mostra un recente restauro in facciata) e venne eretto nel 1512 su preesistenti strutture normanne:















