E’ ben nota a tutti (o quasi) la precaria condizione della fascia costiera lungo via Messina Marine, un tempo orgoglio e bellezza di questa città per il suo mare e gli stabilimenti balneari. Oggi caratterizzano il paesaggio costruzioni abusive, muri che impediscono l’accesso al mare, sfabbricidi sparsi e scarichi a cielo aperto. Su quest’ultimo aspetto, ci siamo voluti soffermare sul divieto di balneazione che ricade su tutta la fascia costiera: nonostante ciò, molta gente si concede un bagno a mare. Da una segnalazione che ci è giunta, ecco cosa rispondono gli addetti ad un solarium:
ragazzina titolare: “Come lavori, a livello di acqua non è stato fatto niente, ma abbiamo sistemato la spiaggia”
“Questo è un solarium, non è un lido”
- ma allora perché la gente si fa il bagno?
“Guardi, se si avvicina, vedrà che l’acqua è bellissima”
- ma c’è il divieto, e il cartello è scomparso
“Di questo non ne so niente, però è a discrezione delle persone”
- ma c’è lo scarico poco più avanti
“Ah, questo non lo sapevo”
EDITING 21-06: nello stesso “Beach Club”, abbiamo notato la recente installazione di una catena, quasi a voler impedire l’accesso ad auto o riservare il posto per l’eventuale scarico di merci. Contestualmente si impedisce l’accesso ai diversamenti abili, in quanto barriera architettonica. Siamo sicuri che le iniziative del privato tendano a valorizzare il territorio o a delimitare una sorta di monopolio?

