Eravamo rimasti in via Alloro, abbiamo osservato i restauri e i cantieri sul fronte sinistro, tocca adesso al lato destro.
Il primo edificio che incontriamo è un ripristino tipologico su un’area vuota dai tempi della guerra, tra la via Butera e la scalinata che conduce alla Passeggiata delle Cattive.
A questo punto imbocchiamo la via Alloro, l’asse portante del mandamento Kalsa o Tribunali, che collega la Marina con il piano del Pretore.
Risalente al periodo arabo, la strada deve il suo nome alla presenza nel cortile del palazzo del marchese Lo Faso di San Gabriele (che vedremo oltre) di un rigogliosissimo albero di alloro che, morto di vecchiaia, venne reciso il 4 dicembre 1704. Il popolo nonostante questo continuò a chiamare la strada “via dell’Alloro”. Sciascia fa notare come sia strano, per non dire unico che la precisa data di morte di un albero sia stata tramandata quasi come fosse quella di una persona.
La vocazione di dimora della classe dirigente risale appunto a quando era sede dell’emiro. Vocazione che rimase inalterata nei secoli e che fece della via Alloro un’alternativa al Cassaro (e successivamente alla secentesca via Maqueda). Una fila di sontuosi palazzi barocchi che ebbero l’inizio della loro fine (come tutti gli altri nel centro storico) a partire dalla conclusione del XIX secolo, con il tracollo ormai avanzato del baronaggio siciliano. Questi palazzi erano troppo onerosi da mantenere e quando non vennero abbandonati vennero venduti e frazionati.
Scendono i ponteggi dal prospetto di palazzo Greco in via Alloro nel mandamento della Kalsa o Tribunali (di fronte palazzo Abatellis), mostrandoci una gamma di colori che il tempo e lo smog avevano ormai offuscato.
Terminati di recente i restauri di palazzo Celestre in via Alloro ad angolo con via Butera, alla Kalsa. Dalla strada sono visibili i bei soffitti settecenteschi completamente stuccati e affrescati, notevole anche il bel cortile interno di sapore ottocentesco, con eleganti coppie di colonne in marmo rosso davanti lo scalone.
Come preannunciato, dopo diversi mesi di restauro, uno dei palazzi più importanti di Palermo riapre le porte del proprio museo regionale a tutti i cittadini.
Un evento atteso da molti evidentemente, visto che all’inaugurazione era presente tanta gente che è finita per accalcarsi dietro il portone d’ingresso, nell’attesa di vedere e rivedere quadri e sculture.
Dopo l’inaugurazione ufficiale da parte delle autorità, si sono schiusi i portoni e i cittadini hanno potuto accedere al cortile principale che si illuminava di colori che risaltavano la solennità delle strutture. Tra le varie sale espositive alcune novità, come la doppia veduta del “Trionfo della morte”, sia da quota zero che da quota superiore.
Un’intera ala è stata aperta per la prima volta, ai piani superiori, molto elegante e dotata di ascensore. Ma meglio lasciar parlare le foto…
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Finalmente in allestimento il cantiere per il restauro di palazzo Bonagia in via Alloro alla Kalsa.
Il palazzo degli Stella, duchi di Casteldimirto e baroni di Bonagia venne realizzato alla metà del XVIII secolo, ed è sempre stato considerato (sino alla sua sconsiderata distruzione) una delle più felici espressioni del rococò palermitano. Il palazzo si trova tra il palazzo dei Monroy, principi di Pandolfina e la non più esistente chiesetta di Santa Barbara la Soprana della maestranza degli Stagniti che faceva angolo con il vicolo del Caccamo all’Alloro. Nel 1750 l’ingegnere Nicolò Palma, su incarico del duca redasse il progetto del nuovo palazzo. Realizzò invece lo scalone d’onore (1755) un giovane e geniale architetto, Andrea Giganti. Questo scalone è molto vicino al gusto delle effimere scenografie teatrali care al Settecento. Alla ricchezza della scala faceva eco la ricchezza decorativa degli ambienti interni della quale si potevano osservarre le tracce sino al 1980.
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Sono positivi i riscontri ricevuti durante il nostro intervento di ieri sera presso l’EXPA di via Alloro. All’evento erano presenti diversi esponenti del FAI ( tra cui ringraziamo in particolare l’architetto Lelia Collura e Giacomo Genovese per l’invito), l’architetto Maurizio Carta (docente di progettazione urbanistica e pianificazione territoriale, nonchè uno delle più note figure del panorama italiano nel suo settore, che ringraziamo per averci gentilmente donato una copia inedita del suo nuovo libro) e Riccardo Agnello, oltre che molti giovani liceali accompagnati dai rispettivi docenti e cittadini interessati. Durante la proiezione abbiamo esposto del materiale raccolto in questi mesi inerente il degrado di molte zone del centro storico e, in parallelo, il recupero di altre, lo stato attuale dei principali cantieri della mobilità (passante ferroviario, tram, piste ciclabili), la condizione pessima delle piazze palermitane invase dal traffico e dai rifiuti. Abbiamo avuto occasione inoltre di rimarcare il nostro impegno nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, senza la quale non si potrebbe consolidare una base per lo sviluppo della nostra città, e il desiderio di rendere il cittadino "attivo" nei confronti di Palermo, mobilitandosi in prima linea per attuare un cambiamento possibile in cui noi crediamo fermamente (se così non fosse non porteremmo avanti con passione questa attività). Questi risultati positivi ci incoraggiano a proseguire verso questa strada, una strada che ci porta a valorizzare …Continua a leggere e guarda le foto
Finalmente terminati i lavori di restauro a palazzo Abatellis in via Alloro alla Kalsa. Tra qualche mese il museo verrà nuovamente aperto ai turisti e ai cittadini:
Oggi:









